Ombra ferita, anima che vieni – Giovanni Raboni

Ombra ferita, anima che vieni

zoppicando, strisciando dal tuo fioco

asilo a cercare nei sogni il poco

che rosicchio per te all’andirivieni

dei risvegli e degli incubi, agli osceni

cortei delle sciarade, così poco

che qualche volta quando arrivi il fuoco

è già spento, divelte le imposte, pieni

di insulsi intrusi o infidi replicanti

l’immensità della cucina, il banco

di scuola, il letto, dammi tempo, non

svanire, il tempo di chiudere i tanti

conti vergognosi in sospeso con

loro prima di stendermi al tuo fianco.

di Giovanni Raboni

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