Per amore del mio popolo non tacerò

Oggi ho ricevuto una mail da uno scout, una bella mail in cui si citava un altro scout, Don Peppe Diana. Chi è Don Peppe Diana?

Uomo, prete, scout. Giuseppe Diana (Casal di principe, 4 luglio 1958 -Casal di Principe, 19 marzo 1994), studiò al seminario di Posillipo, sede della Pontificia Facoltà teologica dell’Italia Meridionale e si laureò in Filosofia alla Federico II di Napoli.  Divenne scout a 20 anni e a 24 fu ordinato sacerdote. Dal 19 settembre 1989 era parroco di San Nicola di Bari in Casal di Principe. Successivamente divenne segretario del vescovo della diocesi di Aversa.

Alle 7.30 del 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico, don Giuseppe Diana fu assassinato dalla camorra nella sacrestia della chiesa in cui si stava preparando per celebrare la messa del mattino.

Lo scritto più noto di don Peppe Diana in cui è palese il suo impegno antimafia è la lettera “Per amore del mio popolo”, un testo che don Diana scrisse e diffuse in occasione del Santo Natale del 1991 in tutte le chiese di Casal di Principe e della zona aversana.

Dedico a don Peppe Diana questo post degli ultimi innevati giorni di Avvento nell’anno del 15° anniversario della sua uccisione a Casal di Principe. E invito chi mi legge a conoscere il testo di “Per amore del mio popolo”. http://www.dongiuseppediana.it/default1.asp?active_page_id=223

Don Peppe Diana conclude il suo messaggio natalizio con un appello che titola così: “Non una conclusione, ma un inizio”.

Chiunque sia scout non può non leggere in questa frase il senso della “Partenza”:

“Non è strada di chi parte e già vuole arrivare

non la strada dei sicuri, dei sicuri di riuscire

non è fatta per chi è fermo per chi non vuol cambiare

E’ la strada di chi parte e arriva per partire”. 

“Perché lo Scout non arriva, ma parte. Ogni mattina”, scrive lo scout della mail che ho ricevuto oggi, ma in fondo si tratta di una condizione che può appartenere a tutti, scout e non: “a volte capita di aver paura di crescere. E’ il distacco che ci fa paura. A partire dalla quello apparentemente più semplice: il distacco da sé stessi, ovvero comprendere che è possibile fare qualcosa di più per gli altri che ci stanno accanto ogni giorno”.
Si può fare, senza cedere a romantici eroismi o facili entusiasmi, perché come diceva Don Peppe Diana ai suoi parrocchiani, “non c’è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte”.

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