Camillo Olivetti: alle radici di un sogno.

Il 4 dicembre del 1943 moriva a Biella Samuel David Camillo Olivetti. Camillo, padre di Adriano, fondò il 29 ottobre del 1908 , la “Ing. C. Olivetti & Co”, la prima fabbrica italiana di macchine da scrivere.

Nel 1891 Camillo si laurea al Regio Museo Industriale di Torino (il futuro Politecnico). Dopo la laurea prosegue gli studi a Londra – dove lavora anche in fabbrica – e aderisce al partito socialista. Si interessa particolarmente alle riforme istituzionali democratiche, al federalismo, alle autonomie locali.

Nel 1893 si reca con Galileo Ferraris ad un ‘Congresso sull’elettricità’ a Chicago.

Frequenta corsi di fisica all’Università di Stanford e diventa assistente di ingegneria elettrica

Riformatore, socialista e amico di Turati, nel 1932 istituisce una fondazione per garantire assistenza e indennità ai suoi operai. Successivamente offrirà ai suoi dipendenti anche mense, asili, campi estivi, biblioteca, case, ecc. Iniziative queste particolarmente innovative e praticamente senza precedenti in Italia.

Nel 1938 cede la presidenza dell’azienda al figlio Adriano.

Camillo Olivetti è un personaggio straordinario della storia d’Italia, è uno di quelle figure che bisogna conoscere perché è bello essere orgogliosi del proprio Paese.

L’Olivetti di Ivrea è stata una delle industrie italiane più conosciute al mondo, pochi giorni fa Cormac Mc Carthey ha messo all’asta la sua Olivetti Lettera 32 con cui ha battuto tutti i suoi romanzi.

La storia di Camillo  e dell’azienda da lui fondata rappresentano un fetta importante della storia di questo Paese, della sua identità, della sua eredità, della memoria e del futuro. Camillo con l’Olivetti, l’industria a misura d’uomo, come è stata definita, ha dato prova che in certe circostanze, certe persone sanno trovare il giusto mezzo tra realtà e fantasia, perché si assumono la piacevole responsabilità di dare un posto a quello che altri chiamano u-topia.  

Gli Olivetti sono un esempio di classe dirigente e un esempio di imprenditoria la cui parola d’ordine è “responsabilità”. Verso il prodotto, verso i dipendenti, verso il proprio paese, verso se stessi.

Su Camillo e Adriano Olivetti è stato fatto uno strepitoso spettacolo teatrale di narrazione, allestito anni fa dal teatro Stabile di Torino per la regia di Gabriele Vacis e Laura Curino: Camillo Olivetti. Alle radici di un sogno.

Consiglio a chi legge di andare ogni tanto a controllare su internet quando e dove lo ridaranno, e correre a prendere i biglietti: è  uno spettacolo che bisogna vedere, perché è  bello, bello davvero!

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Un pensiero su “Camillo Olivetti: alle radici di un sogno.

  1. ho letto una comunione fra questo articolo e la poesia ringraziamento. In fondo si pò fare tanto per i molti, e meglio per coloro che emotivamente non ci condizionano. E’ l’autentica espressione della verità di essere liberi! !!!!!?????

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