Vita, – una ferita nell’inesistenza.
di Ghiannis Ritsos
Non mi adatto alla morte.
E tu smetti quel sorriso di stupido ottimismo.
Non si addice a noi.
Trascina così le tue labbra sopra il sangue,
su tutto il sangue, sangue di ferite, di emottisi,
di viscere aperte, di aborti, di flaconi di trasfusione giunti troppo tardi,
di verità assassinate -
tingile nell'amarezza e nella fiducia
tingile in un nuovo ottimismo, forgiato nel presente.
Titos Patrikios
Talvolta capita di associare il concetto di responsabilità a quello di dovere. E il dovere, come si sa, seppure importante, è difficile e faticoso, quando non addirittura noioso.
Il senso del dovere in alcune circostanze può essere utile ma non crea nulla. Si risponde a un dovere quando non si hanno motivazioni proprie. Si 'deve' quando altri hanno deciso per noi, e noi ci adeguiamo. Questa concezione comune della responsabilità sembra avere poco, pochissimo a che fare con il piacere.
Eppure, in senso giuridico, il termine "responsabilità" fa riferimento alla funzione sociale dell'individuo di rispondere agli altri, alla collettività e alla legge delle proprie scelte e delle proprie azioni.
Nel concetto giuridico di risposta agli altri è presente il senso della volontà e della relazione. La volontà è un principio creativo e la relazione è il senso sociale della volontà.
Volontà e relazione, a differenza del dovere, sono due concetti affini al piacere. Volere qualcosa di valore riconosciuto e condiviso da altri è senza dubbio fonte di piacere, oltre che spinta creativa e motore d'azione.
Ecco, il tema di questo blog è una specie di "piacere della responsabilità". Non perché chi scrive sia particolarmente responsabile. Ma pittosto perché mi piace andare a caccia di persone e di esempi che facciano venire voglia di crescere. E' questo il filo che cerco, un po' Arianna e un po' funambolo, lo avvolgo nella matassa di questo blog.
Parlerò di persone, di italiani, che da regioni diverse del nostro Paese, e in ambiti differenti, hanno voluto le scelte che hanno fatto e hanno risposto di esse godendo della responsabilità che ciò comporta senza contarne il prezzo.
In questo blog non si commemora nessun eroe né alcuna vittima, ma si ricordano le persone e il loro lavoro per il piacere e la passione con cui è stato svolto.
L'idea di associare la responsabilità al piacere non è tutta farina del sacco di chi scrive, ma proviene dal bagaglio delle riflessioni del Gruppo della Trasgressione (www.trasgressione.net), di cui faccio parte.
Proverò qui a offrire questa chiave di lettura su vari argomenti a chi avrà la curiosità e la pazienza di leggermi.
Sofia
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